Le Api Operaie

Ape di il miele della vita
Ape felice

Le api Operaie

Sono api femmine, normalmente sterili per via della particolare dieta allo stadio larvale e per via dei feromoni inibitori, o di coesione della colonia, emessi dalla regina. Sono più piccole rispetto alla regina: 12-13 mm.  Dotate di una “super vista” fondamentale per avvistare le zone ricche di fiori e per raccogliere polline e nettare, le api operaie compiono diversi compiti secondo la loro età, fino ai 21 giorni non escono dall’alveare e realizzano differenti funzioni:

  • pulizia dell’arnia e dei telai
  • nutrizione della covata
  • assistenza alla regina
  • voli di orientamento
  • costruzione dei favi
  • ventilazione dell’arnia
  • trasformazione del nettare in miele e conservazione dello stesso
  • protezione dell’alveare

 Vita delle api Operaie

La larva nasce dopo tre giorni da un uovo fecondato, deposto dalla regina in una celletta dell’arnia, è nutrita inizialmente con pappa reale e dopo con polline e miele.
Le Api Operaie si trasformano da larva ad insetto dal 12° giorno in poi per poi uscire dalla cella il 21° giorno. La loro vita  varia dai 40 giorni ai 5 mesi, a seconda del periodo e dei carichi di lavoro .

All’arrivo della bella stagione inizia l’espansione: la famiglia si allarga. Con l’autunno la popolazione tenderà invece a diminuire e con essa lo spazio necessario e quindi i materiali occorrenti al sostentamento della famiglia.
Durante il periodo della vita passato all’esterno, l’ape, nella sua qualità di esploratrice si farà guidare dall’odore dei fiori per scoprire aree di bottinatura, aree cioè di fioriture costanti dove potersi approvvigionare del nettare con una frequenza e una quantità rilevanti. In questa attività, oltre che dal profumo percepito finemente grazie alle sue antenne (organi tattili e olfattivi contemporaneamente, un “tatto odoroso”), si farà guidare per l’avvicinamento ai nettari dal colore dei fiori. Le screziature e i colori dei fiori infatti sono “piste” per gli insetti prònubi che segnano la posizione dell’esatto atterraggio ai fini della riproduzione floreale.
Una volta individuata la fonte di nettare le prime api esploratrici ritorneranno all’alveare e comunicheranno la posizione, la qualità e il costo energetico (vento contrario/favorevole ecc.) perché possa essere raggiunta dalle api bottinatrici, quelle api cioè che eseguiranno la raccolta vera e propria senza avere partecipato alla scoperta.

La possibilità di invitare migliaia di sorelle alla raccolta è determinata dalla “danza” comunicativa o di reclutamento, scoperta da Karl Von Frisch, Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1973, con la quale le api riescono a fornire le informazioni per la localizzazione spaziale delle sorgenti di approvvigionamento (acqua, nettare, polline, propoli). È un sistema intelleggibile anche da un umano, basta che sia fornito di goniometro, cronometro e che possa osservare visivamente i movimenti della danza. L’informazione impossibile per noi da percepire è il tipo di nutrimento, che viene comunicato fornendo durante la danza un piccolo campione del nettare raccolto: le api spettatrici assaporano il campione e comprendono quale sostanza devono andare a cercare.

La vita all’interno dell’alveare è veramente affascinante, inoltre le api e gli altri impollinatori naturali sono fondamentali per avere ecosistemi sani e per la produzione di alimenti.

https://ilmieledellavita.it/aceto-di-miele/

https://www.facebook.com/mieledellavita.biologico